04/06/2004 21.50.00

GUERNICA

“La prima strage degli innocenti del nostro tempo”

 

Il Times del 28 aprile 1937: 'Il lunedì a Guernica è giorno di mercato per la gente delle campagne. Alle 16,30, quando la piazza era affollata, e molti contadini stavano ancora arrivando, la campana diede l'allarme . Cinque minuti dopo un bombardiere tedesco volteggiò sulla città a bassa quota, quindi lanciò le bombe mirando alla stazione. Dopo altri cinque minuti ne comparve un secondo, che lanciò sul centro un egual numero di esplosivi. Un quarto d'ora più tardi tre Junker continuarono l'opera di demolizione e il bombardamento si intensificò ed ebbe termine solo alle 19,45, con l'approssimarsi dell'oscurità. L'intera cittadina, con settemila abitanti e oltre tremila profughi, fu ridotta sistematicamente a pezzi. Per un raggio di otto chilometri, tutt'intorno, gli incursori adottarono la tecnica di colpire fattorie isolate. Nella notte esse ardevano come candele accese sulle colline.” “Guernica con i suoi falò di fattorie ardenti nella notte  sulle colline preannuncia le ciminiere dei campi di  deportazionone di quanti  saranno dichiarati incompatibili con la razza ariana con la promulgazione delle leggi antirazziali.Guernica  è del 1937,le leggi razziali di un anno dopo,1938.Il fronte europeo del fascismo e dell’antifascismo si scontrano in terra di Spagna  come  in un anticipo delle forze in campo, senza prevedere che la campana avrebbe suonato anche per il soldato Riyan facendo del mondo un unico fronte contro il nazifascismo.

 

 

 

La notizia del massacro della città simbolo dell’autonomia basca , “città aperta”, schierata dalla parte della Repubblica, colpì Pablo Picasso,  “come una cornata nel ventre”. La mattina del 1° maggio, cinque giorni dopo la distruzione di Guernica, Pablo nell’atelier parigino al numero 7 di rue des Grands-Augustin, sulla riva sinistra della Senna, mise mano al suo capolavoro,destinato a diventare simbolo del pacifismo militante mondiale. Un grande dipinto alto tre metri e 49 centimetri e lungo sette metri e 76 centimentri, originariamente destinato  al salone dell’Esposizione internazionale delle Arti e Tecniche di Parigi.Dipinto carico di simbolismi dalla lampada che evoca il Van Gog dei mangiatori di patate,di figure enigmatiche come il cavallo e il toro di cupa potenza  in una scena austera gremita all’inverosimile, in cui predominano i colori del grigio. “Il toro –  secondo Picasso – non è il fascismo. E’ la brutalità e la tenebra. Il cavallo rappresenta il popolo.” L’opera fu acquistata dalla Repubblica spagnola per 150.000 franchi. Ma la guerra civile fu vinta dai “franchisti” e per questa ragione “Guernica” fu inviata negli Stati Uniti ed affidata al Museum of Modern Arts di New York. Si trattò di un prestito sino a che in Spagna – era questa la volontà di Picasso – non fosse tornata la democrazia. In realtà “Guernica” fu esposto in Spagna solo nel 1981. Ospite inizialmente al Cason del Buen Ritiro, un modesto distaccamento del Prado, dal settembre del 1992 è al Centro “Reina Sofia” .

Commenti

  • Congraturlazioni
    Complimenti, un intervento molto interessante. AB
    Scritto il 04/10/2006 da Alberto
  • salve
    salve prof tanti saluti da Fontana ex 5bm
    Scritto il 14/10/2004 da fontana

Descrizione del blog:

Il Blog del professore.. che da qui all’esame si offre di condurre i suoi studenti in un girotondo intorno alla storia: “il ventennio europeo”

Un blog Omnibus da prendere in corsa !

Con testi link immagini che propongono storia modelli tipologie in  una ideale commistione tra sociologia storica e storia sociale.

Definiremo un modello, in termini semplici, come una costruzione intellettuale che semplifica la realtà in modo da mettere in rilievo ciò che è ricorrente,ciò che è costante e tipico, presentandolo come un insieme di tratti e attributi”.

(P. Burke, Sociologia e storia, Il Mulino )

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